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Il Salone d'Onore di Palazzo Bonacossi ospiterà venerdì 15 aprile alle 17.30 il secondo appuntamento della rassegna «Studio quindi s(u)ono», la serie di appuntamenti musicali nata da un'idea della Consulta degli Studenti del Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara per dare agli allievi la possibilità di eseguire in pubblico i repertori affrontati durante il percorso di studi.

Un'iniziativa progettata dagli studenti per gli studenti, che si inserisce a pieno titolo nell'ambito delle attività di produzione del Conservatorio, con la peculiarità di essere in gran parte gestita dagli allievi in sinergia con i docenti, la segreteria e l'ufficio produzioni dell'istituto ferrarese.

L'apertura del pomeriggio sarà affidata al duo composto da Natalia Abbascià (violino) e Giulia Murgia (pianoforte) che proporrà l'Adagio dalla Sonata n. 3 in Re minore op. 108 di Johannes Brahms, opera di grande vigore e passionalità portata a termine nel 1887 e dedicata dall'autore all'amico direttore d'orchestra Hans von Bülow. L'Adagio, lirico e cantabile, si sviluppa su una melodia ampia e distesa affdata alle sonorità morbide e ovattate della corda più grave del violino.  Maria Galetta, violinista, proseguirà poi con due Capricci per violino solo di Nicolò Paganini, n. 16 in Sol minore (Presto) e n. 20 in Re maggiore (Allegretto), nati dall'esasperata sperimentazione dell'autore delle otenzialità tecniche ed espressive dello strumento. Maria Galetta concluderà la prima parte del pomeriggio con la Partita n. 1 per violino solo in Si minore di Johann Sebastian Bach, suite di quattro danze (Allemanda, Corrente, Sarabanda e Tempo di Borea) portata a termine a Köthen nel 1720.

Cecilia Maria Ceroni aprirà la seconda parte con il primo tempo dal Concerto per violino n. 3 in Sol maggiore K 216 di Wolfgang Amadeus Mozart, accompagnata al pianoforte da Jacopo Bonora. Un Allegro in forma-sonata dal moderato virtuosismo, dove il solista intesse con l'accompagnamento una serie di dialoghi di proposta e risposta per lasciarsi andare, al termine dello sviluppo, a un breve ed emozionante “recitativo” di stampo operistico. Jacopo Bonora concluderà il concerto con la Sonata per pianoforte n. 31 in La bemolle maggiore op. 110 di Ludwig van Beethoven, opera dell'ultima fase creativa dell'autore portata a termine nel 1822. Al carattere dolce, ingenuo e spontaneo del Moderato cantabile molto espressivo fa da coltraltare il piglio deciso e virile del successivo Allegro molto, nevrotico e tormentato.  Complesso e articolato il conclusivo Adagio ma non troppo, dalla scrittura articolata, virtuosistica e assai impervia per l'esecutore.

 

L'ingresso è libero e la cittadinanza è invitata.

 

Annalisa Lo Piccolo

 

ufficiostampa@conservatorioferrara.it

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