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FALSTAFF
un progetto operistico realizzato in collaborazione tra:

 

CONSERVATORIO DI MUSICA “BRUNO MADERNA” - CESENA CONSERVATORIO DI MUSICA “GIROLAMO FRESCOBALDI” - FERRARA CONSERVATORIO DI MUSICA “GIOACCHINO ROSSINI” - PESARO ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BOLOGNA

 

Falstaff01

 

Presentazione
Nell’anno del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi e delle relative celebrazioni verdiane, i Conservatori di Cesena, Ferrara e Pesaro assieme all’Accademia di Belle Arti di Bologna promuovono un’importante collaborazione tra Istituzioni finalizzata alla messa in scena dell’ultimo titolo verdiano: Falstaff.

Falstaff02Il progetto si avvantaggia della ventennale esperienza del Conservatorio di Cesena e dell’Accademia di Belle Arti di Bologna che da anni mettono in scena titoli operistici al termine di laboratori di scenografia e musicali. L’ampliamento della collaborazione avvierà una circuitazione del progetto che sarà messo in scena nei rispettivi teatri delle città dei tre Conservatori. Si comincia con la “prima” in calendario al Teatro Bonci di Cesena il 12 ottobre con replica il 13. Il 24 e 25 dello stesso mese avranno luogo le recite al Teatro Rossini di Pesaro; la tournée si concluderà a Ferrara con due recite, un matinée destinata alle scuole e una rappresentazione serale il 29 ottobre. L'apparato scenografico si avvale di bozzetti originali ideati e realizzati dagli studenti del corso di Scenografia del melodramma e del teatro musicale attivo presso l’Accademia di Belle arti di Bologna con sede in Cesena. Questa collaborazione intende sottolineare la capacità di produzione delle Istituzioni AFAM, dando possibilità, nel contempo, agli studenti di approfondire la propria formazione specialistica con un’esperienza “sul campo”. I profili professionali coinvolti nel progetto sono: cantanti, artisti del coro, orchestrali, direttori musicali di palcoscenico, direttori d’orchestra, assistenti registi, maestri collaboratori. Il progetto si avvantaggia anche della qualificante presenza del M° Paolo Coni che, in quanto docente del Conservatorio di Ferrara, ha aderito con entusiasmo al progetto sia come interprete nel ruolo di Falstaff sia come docente di una Masterclass che avrà luogo nelle giornate di preparazione del cast. La direzione dell’orchestra è affidata al M° Manlio Benzi, titolare del corso di Direzione d’orchestra del Conservatorio di Pesaro; al M° Gianfranco Placci del Conservatorio di Ferrara, la direzione del coro; alla Prof.ssa Gabriella Medetti del Conservatorio di Cesena, la regia. La produzione vede coinvolta una compagine corale e un’orchestra composte da oltre cento musicisti; l'orchestra risulta costituita dagli studenti e da alcuni docenti dei tre conservatori, per un totale di 68 strumentisti, 40 coristi, 15 cantanti del cast .

 

 

L’opera

Falstaff, commedia lirica in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Arrigo Boito, debuttò sulle scene del Teatro alla Scala di Milano il 9 febbraio 1893; nel ruolo dell'eroe eponimo il grande baritono francese Victor Maurel, maestro concertatore lo stesso Verdi. Questo straordinario capolavoro dell'estrema maturità verdiana (composto tra il 1890 e il 1893, Verdi quasi ottantenne) riscosse un importante successo fin dalla sua prima rappresentazione: con estrema raffinatezza e acume Verdi, che per tutta la vita aveva percorso il cammino della grande opera drammatica, proponeva ora un ritorno moderno e vivissimo alla tradizione dell'opera comica: l'orchestra ha in Falstaff una parte fondamentale e gli strumenti vivono spesso come definite identità sceniche accanto ai personaggi della vicenda, tratteggiati con incredibile brio e ampiezza di sfumature psicologiche. Le “forme chiuse” di arie, duetti, concertati della tradizionale “opera a numeri” sono superate attraverso un continuum tra melodia e declamato; una meravigliosa risposta, in chiave italiana, al Musikdrama wagneriano, tradizionalmente contrapposto alla poetica verdiana. L'argomento dell'opera e tratto da alcuni episodi di Enrico IV (il dramma storico nel quale per la prima volta era apparsa la figura di Sir John Falstaff) e da Le allegre comari di Windsor di William Shakespeare; l’azione si svolge all’inizio del XV secolo durante il regno di Enrico IV a Windsor.

 

Breve trama dell'opera

Il primo atto si apre all’osteria della Giarrattiera, ove il corpulento e smargiasso Falstaff è impegnato a scrivere due lettere d'amore perfettamente identiche, destinate a due ricche dame di Windsor: Alice Ford e Meg Page. Quando ordina ai servi, Bardolfo e Pistola, di recapitarle, costoro rifiutano in nome del’onore; li licenzia e affida le missive al paggio Robin.

Falstaff03Nel giardino di casa Ford Alice e Meg, con l'amica Quickly, confrontano le due lettere ricevute. Risentite ma allo stesso tempo divertite dall'ingentuità di Falstaff decidono, assieme alla figlia di Alice Nannetta, di architettare una punizione esemplare per vecchio ubriacone. Il secondo atto accoglie la prima burla ordita ai danni del protagonista. Pistola ed Bardolfo, di nuovo all’osteria, tentano una riconciliazione con Falstaff, al fine farlo incontrare con Ford. Giunge Quickly recante un messaggio per l'avido cavaliere: Alice è disposta a riceverlo. Viene quindi annunciata la visita del signor Fontana, un gentiluomo distinto e agiato; si tratta in realtà di Ford che, con lauta ricompensa, supplica Falstaff di ricorrere alle sue rinomate arti amatorie per aiutarlo a conquistare Alice. Falstaff accetta e confida che Alice sta per cadere tra le sue braccia, e Ford si abbandona a una crisi di gelosia. Entrambi escono diretti alla stessa meta. Le allegre comari, intanto, preparano la burla a casa di Ford. Falstaff da ampio sfoggio di galanterie, ma poco dopo arriva il marito alla testa di un gruppo di uomini che intende vendicare il suo onore e comincia a perquisire la casa. Falstaff riesce appena in tempo a nascondersi dietro un paravento, poi le donne riescono a farlo entrare con fatica in una cesta di panni sporchi già controllata. Nel frattempo Nannetta, promessa sposa al dottor Cajus, e l'amato Fenton raggiungono il paravento e cominciano ad amoreggiare; i loro sospiri sono uditi da Ford che, pensando si trattasse della moglie, ribalta il nascondiglio: così viene scoperta la tresca dei due giovani. Nanetta ritorna con quattro servi che, sollevata la grossa cesta con Falstaff dentro, ne gettano il contenuto nel Tamigi. Il terzo atto è sede di una nuova trovata destinata a punire l'arrivismo di Falstaff. La mattina seguente Quickly si reca all’osteria e consegna al cavaliere un secondo invito di Alice: a mezzanotte sotto la quercia di Herne, vestito da cacciatore nero; la tradizione narra che in quel luogo si incontrano spiriti e fate. Ancora una volta Falstaff cade nella trappola: tutti gli abitanti di Windsor saranno travestiti da spiriti e Nannetta impersonerà la regina delle fate. Ford rammenta al dottor Cajus il travestimento della figlia in quanto intende approfittare della confusione per fargliela sposare; Mrs. Quickly, sentendo i loro discorsi, avverte subito la giovane. A mezzanotte compare Falstaff e trova Alice ad aspettarlo, ma le effusioni amorose sono bruscamente interrotte da Meg, che annuncia “la tregenda”: Falstaff è assalito e stuzzicato da uno stuolo di finti spiriti, finché riconosce il suo servo Bardolfo e comprende di essere stato di nuovo gabbato. A questo punto Ford perdona il cavaliere e ci si avvia allo scioglimento della vicenda; Alice presenta alla compagnia festante due coppie “misteriose”; Ford da loro la sua benedizione, ma si accorge troppo tardi di aver unito Nannetta a Fenton, mentre la “sposa” di Cajus altri non è che Bardolfo. Anche Ford è stato dunque truffato dalle comari; l'opera si conclude con lo spassoso fugato Tutto nel mondo è burla... Tutti gabbati.

 


Calendario online della produzione

 

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